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L’INCIUCIO POLITICO E IL GOVERNO LETTA »

Per parlare d’inciucio si deve prima sapere cos’è: questa parola deriva dal napoletano, è onomatopeica perchè sta ad imitare il suono del parlare sotto voce, al confabulare e al tramare ciù ciù ciù e quindi per slittamento semantico è andata a significare un accordo sottobanco per ottenere dei risultati vantaggiosi tra le parti che lo stipulano. Il risultato elettorale del 24 e 25 febbraio non ha determinato un vincitore i fatti i due partiti di massa PD e PDL hanno preso entrambi 0,3 punti percentuali più meno, il 29% dei voti, il m5s il 25% quindi non c’è una maggioranza certa ergo niente governabilità. Dopo 60 giorni tristissimi di agonia politica in cui il signor Bersani ha fatto consultazioni su consultazioni, consultando da Don Ciotti a Saviano, non è riuscito a formare un governo e si è suicidato politicamente insieme al suo partito che ha perso molti consensi, si stima da -6% a 8% di voti in meno, e in cui re Giorgio I ha nominato i 10 saggi, mossa politica, a mio parere e a quello degli italiani, davvero deprecabile perché ad aver sentito quello che hanno redatto in 15 giorni di lavoro, hanno scoperto l’acqua calda: hanno detto che l’urgenza della Nazione italiana era il lavoro, ma va!? Chi l’avrebbe mai immaginato. E durante questi due mesi il parlamento ha eletto un giovincello di primo pelo, un certo Giorgio Napolitano, allegoria di una classe politico-dirigente incapace di governare e gestire la “cosa pubblica” che per farlo si deve affidare a una badante factotum, che ha dato l’incarico di formare il governo all’On. Enrico Letta, nipote del celeberrimo cameriere di S.B Gianni Letta, per dare un senso di apparente, e sottolineo codesto aggettivo, freschezza e rinnovamento politico. Giorni fa Letta “junior” ha incontrato i partiti del parlamento per formare a loro un governo di alleanza, salvezza nazionale, larghe intese, chi più ne ha più ne metta, da quegli incontri è uscito questo: 5 ministri del Pdl. Alfano, De Girolamo, Lupi, Quagliariello, e Lorenzin che si prendono rispettivamente la vicepresidenza del consiglio con annesso ministero degli interni, poi dicastero dell’agricoltura, quello alle infrastrutture e alla salute, quest’ultimo è retto dalla deputata del Pdl Beatrice Lorenzin, che ha solo il diploma di Liceo Classico, un’infermiera deve fare una scuola apposita o laurearsi e il ministro no, roba da matti, poi Fabrizio Saccomanni, tecnico proveniente dal mondo delle banche al dicastero dell’economia, provo orrore in una gestione “alla Monti”, Cecilie Kyenge una donna medico oculista del Congo a cui è stato affidato un ministero apposta per lei, quello all’integrazione perché ovviamente la priorità nazionale è la condizione degli stranieri no quella degli italiani esodati o dei pensionati che sono costretti a frugare nei cassetti della spazzatura, per finire in bello colei che con lo 0,nulla% si accaparra il ministero degli esteri è Emma Bonino, si proprio quella in prima fila per l’aborto, note le sue foto in cui aspira con una pompa di bicicletta un feto umano da una madre, per la legalizzazione delle droghe, per i “diritti” degli omosessuali e con il pallino di far entrare Israele nella Ue in quanto fervente sionista, poi ci sono altri ministri, più o meno scialbi, di cui una inquieta molto, Maria Chiara Carrozza che ha già preannunciato una nuova riforma, speriamo non come quella della Gelmini e di Luigi Berlinguer, che già troppi danni hanno fatto. Il 29/04/2013 il neopresidente del consiglio Enrico Letta ha fatto un discorso d’insediamento alla camera dei deputati a dir poco esterrefante poichéL etta era tra metà di un saltimbanco che cerca di vendere il suo prodotto-governo e un burocrate europeo infatti non faceva altro che parlare di Europa, precisamente di Ue, diceva di prospettare un nuovo futuro in cui ci sarebbe una grande organizzazione: gli stati “uniti d’Europa”, le cui nazioni non avranno più sovranità e saranno comandate dal presidente di questa federazione. Insomma un vero discorso da anti-italiano super europeista targato PD. Questo governo, a maggioranza ex DC, non prospetta qualcosa di buono per gli italiani ma per il PD e il PDL si, infatti “casualmente” proprio ora in borsa crescono i titoli di Mediaset, legata al PDL tramite S. Berlusconi e il Monte Paschi di Siena legato indissolubilmente col PD. Speriamo con questo governo di non morire democristiani!
N. K. P.
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Marò traditi, Patria stuprata »

“Chi ti tradì? qual arte o qual fatica
O qual tanta possanza
Valse a spogliarti il manto e l’auree bende?
Come cadesti o quando
Da tanta altezza in così basso loco?
Nessun pugna per te? non ti difende
Nessun de’ tuoi? L’armi, qua l’armi: io solo
Combatterò, procomberò sol io.
Dammi, o ciel, che sia foco
Agl’italici petti il sangue mio.”

(da All’Italia, Giacomo Leopardi)

L’ormai ripugnante caso dei Marò che da più di un anno, come fosse un mastodontico velo che oscura la luce solare sull’intera penisola, rende la dignità della Patria pari a zero, è arrivato davvero al limite massimo dove solo un popolo come il nostro sarebbe potuto restare a guardare senza provare a ribaltare con la forza un sistema inerme, colluso ed arrivista.
La farsa badogliana ed ottosettembrista scaturita dall’incompetenza politica, intellettuale e spirituale d’una classe dirigente ormai arrivata agli sgoccioli segna la fine di un’era: quella dello Stato come padre e tutore; dell’esercito come fratello maggiore del popolo, intoccabile ed invincibile.
Non è bastato a lor signori aver rimandato in India i nostri soldati dopo le feste natalizie, han dovuto accettare di rimandarli dopo le votazioni di Febbraio.
Dopo ciò ecco l’immaginabile: l’annuncio che i Marò italiani non torneranno in carcere interra altrui, così ha deciso il governo (tecnico) uscente.Poco ci ha messo l’India per risposta ad inviare la minaccia contro l’Italia: l’ambasciatore di quest’ultima non potrà abbandonare il suolo indiano.
Il governo italiano farà lo stesso col loro ambasciatore? Caccerà dalla propria terra gli immigrati indiano?
NO! Nulla di tutto ciò: i Marò torneranno in India per il processo!
Essi però non potranno esser vittime della vigente pena di morte Indiana. Poi la risposta dall’India: nessuna garanzia riguardo la condanna a morte. Subito gli indiani rimangiano la loro parola: non ci potrà essere nessuna esecuzione nei confronti dei fucilieri italiani.
Il ministro degli esteri, Giulio Terzi, si dimette: “Mi dimetto perché per 40 anni ho ritenuto e ritengo oggi in maniera ancora più forte che vada salvaguardata l’onorabilità del paese, delle forze armate e della diplomazia italiana. Mi dimetto perché solidale con i nostri due Marò e con le loro famiglie.”
Già che chiama l’Italia “paese” piuttosto che “Nazione” può ben far comprendere con che gentaglia abbiamo a che fare.
Il capo del governo, Mario Monti, commenta così: “Terzi ha comunicato direttamente al Parlamento le sue dimissioni con un atto inconsueto e sconcertante e questo fa ritenere avesse fini diversi da quelli espressi.”
Terzi si difende: “Ho fatto ciò in cui credevo, rispondendo solo alla mia coscienza.”
Un teatrino assai penoso!
Due incompetenti, incapaci e meschini che cercano di difendere la propria faccia da mercanti dinnanzi ad un caso d’importanza internazionale dove c’è in ballo la dignità d’una Nazione intera, quella “di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori, di trasmigratori”.
Ci fosse stata, a capo della Patria, un’élite di soldati, nazionalisti, d’annunziani e futuristi, non soltanto i Marò non sarebbero tornati in India, dopo una lunga attesa di un processo fasullo, bensì sarebbe già stata consegnata, senza un secondo pensiero, una dichiarazione di guerra!
È palese che non ci si può aspettare una così ardua decisione da un branco di porci il quale unico interesse, piacere, è sguazzare nel letamaio del danaro.
Il minimo però sarebbe la fuoriuscita dalla NATO, organizzazione criminale per la quale la nostra Patria ha sprecato innocenti vite d’eroici soldati, che dinnanzi al caso di La Torre e Girone ha girato la testa da tutt’altra parte, come se nulla importasse.
È troppo chiedere anche ciò, forse abbiamo aspettative troppo alte per uno Stato democratico.
Sarà che noi siamo abituati a tutt’altro calibro di personalità, a Uomini che fecero della Patria italica non soltanto una Nazione temuta e rispettata in tutto il mondo bensì un Impero.
Impero che dai fatali colli di Roma portò civiltà e diritto ai popoli più arretrati del pianeta.

S. B.

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La situazione cattolica tra dimissioni ed elezione »

Il 28 gennaio 2013 è successo un grande evento che non succedeva da più di quattrocento anni e ha sconvolto credenti e laici:l’abdicazione di papa Benedetto XVI. È stato un gesto clamoroso che ha diviso soprattutto i media in due grandi fazioni:i pro e i contro. Dei quotidiani d’impronta più laica e anche un po’ anticlericale hanno affrontato la questione in maniera più leggera,infatti vedevano le dimissioni papali come un qualcosa di normale,è cose se si fosse dimesso un super manager di una grande multinazionale,invece altri quotidiani d’impronta cristiana e con giornalisti di formazione cristiana hanno affrontato la questione come se fosse successo una grande catastrofe:si è dimesso il papa,vicario di Cristo e successore di San Pietro,è come se fosse sceso dalla Croce e avrebbe piegato la Chiesa al relativismo e al laicismo dilagante nel mondo odierno. Di quest’ultimo parere fu “il Giornale” che diede l’incarico di trattare l’argomento a Marcello Veneziani che scrisse che l’eutanasia del papato,è la fine di un mondo. Papa Benedetto XVI secondo la fazione dei contro,è sceso dalla Croce,ha voluto fare una grande rivoluzione parlando di quei tabù curiali come l’omosessualità di alti prelati,gli abusi sessuali su minori da parte di preti pedofili che hanno deturpato l’innocenza di molte innocenti creature,gli strani movimenti di denaro all’interno dello IOR,Istituto per le Opere Religiose(come si è visto,lo è solo per iscritto e non per i fatti),l’episodio di Vatileaks,ossia la trafugazione di documenti riservati e segreti del Papa da parte di Paolo Gabrieli,maggiordomo del papa,un documento parlava anche della morte del papa stesso,annunciata dal cardinale titolare di Palermo Romeoma il papa non ce l’ha fatta,un giorno disse di pregare per lui affinchè non scappi da lui,e quanto pare è scappato o quanto meno ha mollato. Queste dimissioni come non possono far pensare al celeberrimo Papa Celestino V,che Dante disse lui “colui che fece per viltade gran rifiuto”,infatti lo descrive a testa in giù,sotto terra e in compagnia degli ignavi in un girone infernale. Celestino,per la Chiesa Cattolica un Santo e per il mondo a causa della visione dantesca un ignavo,nacque in un piccolo paese in Molise,Morrone,infatti al secolo era Pietro Angeleri detto del Morrone. “Nacque”,religiosamente parlando come un benedettino regolare poi deditosi alla vita ascetica trasgredendo alla regola benedettina della vita cenobitica,cioè di comunità. Fu un uomo di fede,grande fede,divenuto ormai anziano decise di fondare un ordine religioso,quello dei frati penitenti del Santo Spirito conosciuto l’odine dei Celestiniani. Era la metà del 1200 e imperversavano molte eresie e ordini religiosi alquanto bislacchi come quello di un anonimo frate francese,che predicava la più fedele interpretazione della dottrina cristiana e la più ferrea castità,invece i suoi frati nono erano per niente casti,molti erano omosessuali,si macchiarono di atti di sodomia verso i loro confratelli,di stupro su donne e bambine,razzie nei villaggi,di bestemmia del S.Spirito e di aderire all’eresia di Ario. Per questo S.Celestino si incamminò da un monastero in uno sperduto colle abruzzese fino ad Avignone,allora sede papale,per far approvare il suo ordine religioso(come fece S.Francesco). Arrivato lì ottenne il permesso di fondare il suo ordine. Ma all’epoca a Perugia si stava svolgendo il Conclave,vi erano le più importante famiglie nobiliari rappresentate dai loro parenti cardinali,che erano tutto tranne che Cristiani. All’interno del Conclave c’era un grande conflitto d’interessi(tema di “scandalosa” attualità),infatti si doveva far eleggere un proprio esponete familiare per fare gli interessi propri,c’era il re Carlo II D’Angiò,che doveva far ratificare l’accordo di cessione della Sicilia al regno di Napoli. Il re deluso dal non raggiunto accordo in conclave se ne riandò a Napoli ma stranamente passò in Abruzzo dove incontrò in una delle sue rade passeggiate,Pietro da Morrone, Carlo II parlò al religioso e lo convinse a scrivere una lettera ai cardinali per spronarli a eleggere un Pontefice. Arrivata la lettera in conclave i cardinali decisero di eleggere Pietro poichè era estraneo ai giochini della Curia ed era per questo facilmente manovrabile. Il monaco una volta eletto decise di dimettersi avendo scoperto i macchinamenti dietro la sua persona ma il Re Carlo II lo imprigionò e morì molto probabilmente per mano dei partigiani del re. Celestino e Bendetto hanno in comune tre grandi cose: una grande fede,la vocazione alla vita monastica,infatti papa Ratzinger ha sempre voluto condurre una vita monacale ma i vari impegni istituzionali gliel’hanno proibito. E poi come non si può non parlare di questo nuovo pontefice,papa Francesco al secolo Jorge Mario Bergoglio,prete del popolo,da sempre fu a fianco dei più poveri,si prodigò sempre per loro adoperando tutte le sue forze. Ama molto la sua nazione e per manifestare con loro e dar loro conforto egli dormì per giorni in una tenda in un’accampamento con i veterani della guerra argentina che si vedono spogliati dei loro diritti da parte del governo,infatti loro sono invisibili allo stato e non ricevono contributi,sono in uno stato di grande indigenza. Francesco dal punto di vista politico odia le politiche liberal capitaliste e le speculazioni finanziarie a scapito di nazioni,pensa che si debba ripartire facendo politiche a favore del popolo e delle classe piú povere ma la soluzione non è il Marxismo. Papa Francesco è caratterizzato dalla sua fede incrollabile,il grande amore da buon pastore di anime e da quell’immensa umiltà. Egli ha più volte rotto il protocollo pontificio,andando in mezzo alla folla ad abbracciare i fedeli,odia lo sfarzo palale infatti si è lasciato la sua croce di ferro di quando era un semplice vescovo della pampa argentina,si metterà un anello d’argento bagnato d’oro e non completamente d’oro e mette le sue scarpe nere da parroco di sempre e non le famose scarpe rosse di Prada,inoltre ha rifiutato la mozzetta rossa d’ermellino che costa come un stipendio annuale di un lavoratore ed è fatto dalla pelliccia di povere bestiole.

N.K.P.

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I Marò restano in Italia! »

I nostri Marò dopo aver fatto rientro in Italia per le elezioni politiche non torneranno in India. Finalmente il ministro degli esteri Terzi ha deciso di tirar fuori gli attributi e dare ai nostri soldati quel che è giusto: Il loro rientro in patria definitivo. L’India però non approva e protesta chiedendo che siano rimandati nelle loro carceri. A tal proposito l’ambasciatore Italiano Daniele Mancini è volato in India dove dopo aver parlato con i ministri Indiani non gli è stato concesso di far rientro in patria e gli è stato prorogato il divieto di espatrio fino al 2 aprile quando si terrà l’ udienza per i Marò. Il presidente della corte suprema indiana dice che il signor Mancini avendo firmato una dichiarazione giurata a nome dell’Italia insieme ai Marò ha perso ogni immunità diplomatica, pertanto non verrà lasciato tornare a casa. Inoltre, aggiunge il presidente indiano di aver perso ogni fiducia nel signor Mancini e dice che non si esprimerà sul non ritorno dei Marò fino alla scadenza del congedo, il 22 marzo. Questa è la situazione che ci troviamo difronte: Due soldati che hanno agito in base alle norme descritte sul regolamento e che per di più si trovavano in acque internazionali. Le leggi internazionali dicono che nel caso in cui i soldati agiscano rispettando comunque leggi ed ordini a loro dati sia lo Stato a risponderne e non loro personalmente, inoltre tornando al fatto che essi hanno agito in acque internazionali le leggi parlano chiaro “La commissione delle Nazioni Unite sul diritto del mare ha, inoltre, sancito il diritto di applicare sulle navi, se si trovano in acque internazionali, la giurisdizione dello Stato per cui battono bandiera”. Quindi senza giochi di parole, l’India non ha alcun diritto di rivendicare la reclusione dei nostri Marò nelle loro carceri né tantomeno ha mai avuto il diritto di tenerli prigionieri. Mio caro presidente della corte suprema indiana può essere deluso, arrabbiato e tutto ciò che lei vuole ma i nostri Marò restano a casa, il loro caso è affidato a noi! Si faccia da parte che l’India non ha voce in capitolo e questa storia è durata fin troppo!

M. E.

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Servizio sulla Befana Tricolore (Il Giornale d’Italia) »

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Befana Tricolore 2013 »

Anche quest’anno La Destra di Velletri vi aspetta per la BEFANA TRICOLORE.
Dopo il successo degli anni passati, anche quest’anno vogliamo donare un sorriso ai bambini ed alle bambine di Velletri .
Il responsabile de LA DESTRA VELLETRI, Fausto Felci, il responsabile giovanile, Simone Balestro, e tutti i militanti, invitano le famiglie veliterne a prendere gratuitamente un giocattolo per i propri figli il giorno 6 Gennaio 2013 alle ore 16:30, nella sezione del partito La Destra, situata in piazza Garibaldi n° 11.
Saranno presenti l’onorevole Francesco Storace e l’onorevole Roberto Buonasorte.

“Io ho quel che ho donato.” [Gabriele d'Annunzio]

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MARÒ A CASA PER NATALE »

I nostri cari marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre saranno in Italia per trascorrere il periodo natalizio. Noi di Gioventù Italiana Velletri con
La Destra siamo felici di ciò come tutti gli italiani di buon senso ma siamo anche rattristati perché dopo più di trecento giorni non si è arrivati a una conclusione giudiziaria e anche per un equo processo qui in Italia, inoltre lo siamo anche perchè questa parziale libertà per il Natale è costata 60 milioni di rupie cioè oltre 826mila euro. I fatti della travagliata causa giudiziaria sono questi: trecento giorni e passa fa, i nostri due marò si trovavao all’interno di una nave petrolifera nelle acque internazionali vicino l’India per proteggerla dagli eventuali attacchi dei pirati della zona asiatica quando si è avvicinata una nave sospetta; come dice l’accusa, i nostri militari avrebbero sparato alla nave ed ucciso un uomo ma questo è tutto da discutere e verificare in aula giudiziaria. Anche se fosse accaduto tutto ciò, i due militari sarebbero dovuti essere processati in Italia poiché il fatto è successo in acque internazionali. Invece il capitano della nave, direi ingenuamente e stupidamente, si è avvicinato alle coste entrando in acque indiane e quindi le autorità d’India sono intervenuteportando Latorre e Girone in cella per poi processarli. I nostri Giovanni e Massimiliano hanno dovuto trascorrere un inferno in terra poiché hanno trascorso quasi un anno in galera e lontano dalle loro famiglie, a cui ci uniamo calorosamente perché insieme alla gioia del ritorno dei loro cari si unirà la tristezza di doverli salutare poiché il loro permesso finirà dopo il periodo natalizio.
Dopo tutto questo travaglio giudiziario e psico-fisico si sono unite tantissime calunnie ai nostri benamati militari infatti la ormai nota Giuliana Sgrena, famosa giornalista del Manifesto, politicamente vicina a SEL (ne fu candidata alle europee), per la quale abbiamo dovuto sganciare milioni per liberarla poiché era stata rapita in medioriente, inoltre ricordiamo che per la sua liberazione morì un figlio d’Italia, si permette di dire che i nostri marò sono dei criminali e che dovrebbero marcire in galera; inoltre  sono comparse delle scritte a Roma recanti la frase “Marò Assassini”. Questi sono evidenti comportamenti anti-italiani.
Il presidente della repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto i militari per i consueti saluti natalizi e si è collegato tramite video con i nostri Marò: uno spettacolo orrendo  vedere Napolitano e il ministro Giulio Terzi Di Sant’Agata (uomo nobile di casata ma non di animo, che si fa fotografare nelle più patinate riviste italiane di gossip, invece di mobilitarsi per la vicenda Marò) che ridono, scherzano e fanno gli auguri ai Marò dopo che li hanno snobbati per 300 giorni. Che cosa si fa per avere visibilità!

Noi giovani de La Destra accogliamo i militari Massimiliano e Salvatore e plaudiamo alla loro venuta in suolo italiano.
Buon Natale marò, orgoglio d’Italia!

N.K.P.
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No a Monti e ai Montiani! »

In questi giorni si parla tanto di Monti: Monti si, Monti no, Monti forse.
Noi di Gioventù Italiana Velletri con La Destra ci schieriamo decisamente contro Monti, lo scellerato tassassino e servo della Merkel che ha ammazzato l’Italia con la sue elevate tasse. La Destra è contro le politiche di Monti poiché è contro la cessione di sovranità dell’Italia all’Unione Europea, l’elevata pressione fiscale al ceto medio e basso, i mancati tagli agli esorbitanti costi della politica (sono noti i casi Lusi, Fiorito e Maruccio) e lo smantellamento della sanità pubblica. Quello che mi ha personalmente colpito è stato il PDL che ieri, Domenica 16 Dicembre, ha dato prova di non avere una precisa linea politica. Infatti si sono tenute due manifestazioni del PDL: una filomontiana, organizzata dalla corrente “Italia Popolare”, di cui fa parte il boia Alemanno, prima grande esponente della destra sociale italiana e adesso politico di scarso valore abbandonatosi alla grigiotecnocrazia di Mario Monti; l’altra organizzata dall’ala di centrodestra malpancista che strizza l’occhio alla destra e che fa capo a Giorgia Meloni e a Guido Crosetto. A quest’ultima manifestazione ha partecipato anche il nostro segretario Francesco Storace che è andato a vedere che cosa ha in mente la Meloni e quei pidiellini “ribelli” stanchi di Monti e delle piroette acrobatiche di Berlusconi. Quest’ultimo, in un’intervista di ieri a Domenica Cinque condotta da Barbara D’Urso, ha ribadito che il PDL debba unirsi all’UDC, sotto la guida di Monti e che a questa coalizione debba partecipare anche La Destra. Noi, e in primis il segretario Storace, abbiamo detto no perché siamo dalla parte del popolo, siamo per la sovranità nazionale e non siamo per far fare gli interessi propri alle banche tedesche ed europee e alla “frau” Merkel, che sembra credersi presidente della repubblica italiana e che possa decidere chi ci governerà.
Per usare le parole del nostro leader: “Il Carnevale cade nella settimana che precede le elezioni. Una buona occasione per fare coriandoli con l’agenda Monti.”

N.K.P

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Storace per il Lazio, G.I. Velletri presente »

Il 9 Dicembre c’è stato il congresso de La Destra al Teatro Olimpico a Roma dove Francesco Storace, segretario nazionale del Partito, ha rivendicato la presidenza alla Regione Lazio, ufficializzando la sua candidatura come governatore della regione.
I militani di Gioventù Italiana Velletri erano presenti per esprimere il loro sostegno al segretario.

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